| CAMPO |
LETTURA |
POSSIBILE
TERMINE |
| Denominazione |
Riporta
il nome del vino |
Vari |
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| Altro
nome |
Riporta
una diversa denominazione con cui il vino è conosciuto |
Vari |
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| Note |
Riporta
annotazioni di carattere generale |
Vari |
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| Colore |
Indica
se il vino è chiaro, rosso o rosato, senza precisarne la sfumatura che
cambia da vino a vino: un "rosso" può essere "rosso rubino", "rosso intenso",
"rosso cerasuolo", "rosso aranciato", ecc., mentre un "chiaro" può essere
"giallo paglierino", "giallo dorato", "chiaro tendente al verde", ecc.,
un "rosato" può avere sfumature dal rosa chiaro al rosa intenso, al "rosa
chiaretto". |
Chiaro
Rosso
Rosato |
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| Tipo |
I
vini vengono in genere così suddivisi:
"da pasto", se si accompagnano alle normali portate di un pasto
"da dessert", se vengono normalmente serviti con il dessert o a
fine pasto (è il caso dei vini dolci e dei vin Santi)
"spumanti", che possono sia accompagnare il pasto che essere serviti
con il dessert o a fine pasto
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Da pasto
Da dessert
Spumanti |
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| Sapore |
Le
indicazioni sul gusto sono soggettive, invitiamo quindi a non prenderle
come oro colato: certo un vino definito "asciutto" difficilmente risulterà
"dolce" o un vino "corposo" difficilmente risulterà "annacquato", ma in
questo campo tutto è possibile |
Vari |
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| Zona
di prod. |
La
zona di produzione indica la zona in cui quel determinato vino viene generalmente
prodotto. Nei casi dei vini D.O.C. solo quelli provenienti da quella determinata
regione possono fregiarsi di quel nome. |
Le regioni
italiane |
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| Gradazione
alcolica indicativa |
Riporta
l'indicazione della gradazione alcolica che normalmente caratterizza un
determinato vino. Anche questo campo è da considerare come indicazione
generale: sarà improbabile che un vino per il quale viene indicata una
certa gradazione se ne discosti in modo considerevole (salvo che non si
tratti di una versione "liquorosa" dello stesso vino" o di un errore di
battitura che, se segnalato, porterà alla immediata fucilazione del colpevole)
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Può andare
dai 9 gradi alcolici di un vino "leggero" ai 22 gradi alcolici di un vino
liquoroso |
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| Vita |
Indica
se un vino sia o meno adatto all'invecchiamento: nel caso di vini a vita
breve l'invecchiamento potrebbe renderli imbevibili, nel caso di vini
a vita media è tollerabile un breve invecchiamento di un paio d'anni,
nel caso di vini a vita lunga, per alcuni, l'invecchiamento può superare
il decennio |
Breve
Media
Lunga |
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| Invecchiamento
medio |
Riporta,
indicativamente, il periodo di invecchiamento tollerato da un vino senza
che se ne alterino negativamente le caratteristiche organolettiche (aroma
e gusto).
Si tratta comunque di indicazioni generali, ancora una volta è necessario
ricordare che il vino è un alimento "vivo" le cui caratteristiche dipendono
non solo dalla conservazione, ma anche dal clima che ha influito sulla
maturazione dell'uva: vini appartenenti allo stesso tipo di vitigno tollerano
invecchiamenti diversi a secondo il clima, la zona e i metodi di lavorazione.
Comunque un vino bianco con breve vita e un invecchiamento medio di 1
anno, dopo 5 anni di residenza in cantina molto probabilmente sarà da
buttare (i vini eccessivamente invecchiati vengono propriamente definiti
decrepiti), mentre un vino rosso di lunga vita potrebbe
migliorare moltissimo man mano che ci si avvicina al limite massimo di
invecchiamento, e potrebbe essere ancora ottimo dopo qualche anno dal
superamento di tale limite. |
Dai 5-9
mesi di uno spumante ai 30 anni di un vino passito dolce |
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| Temperatura
di servizio |
Possono
essere tratteggiate delle linee di principio per quello che riguarda la
temperatura di servizio: - un vino bianco si serve ad una temperatura
che va dagli 8 ai 12 gradi, più fresco se giovane - un vino rosso va servito
a temperatura più alta che può andare dai 16 gradi di un vino giovane
ai 22 di uno lungamente invecchiato - i vini rosati si pongono in mezzo
con una temperatura di servizio che va dai 13 ai 16 gradi. E' ovvio che
se in inverno un vino rosso può essere servito a temperatura ambiente,
questo non è fattibile in estate quando la temperatura ambiente porterebbe
a bere vino caldo, in questo caso meglio preferire un secchiello di acqua
e ghiaccio al frigorifero che potrebbe rovinare il vino. Il vino rosso
andrebbe aperto prima di essere consumato (un'ora per ogni anno di invecchiamento).
Un vino aperto non va mai riposto in frigorifero. Se c'è troppo poco tempo
per una buona areazione meglio metterlo in caraffa che servirlo in bottiglia.
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Dai 7
gradi di uno spumante bianco ai 22 gradi di un rosso di grande invecchiamento. |
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| Bicchiere
di servizio |
Un
vino va servito nel giusto bicchiere che permetta di apprezzarne le caratteristiche
organolettiche. Il "calice" da rosso ha una forma a palla, mentre il "calice"
da bianco ha una forma più allungata, una specie di palla che si restringe
e poi si allarga alla bocca. Il bicchiere per i vini da dessert può essere
vario, per quelli importanti meglio usare la "copita", una sorta di piccolo
calice allungato verso l'alto. Per gli spumanti secchi l'ideale è la "flûte",
un calice molto allungato verso l'alto, proibitissima la coppa, perché
ne disperde l'aroma, che può invece essere usata per servire gli spumanti
dolci (anche se possono comunque essere serviti nella "flûte") |
Calice
(diverso vini bianchi o rossi) Da dessert Flûte |
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| Accostamenti |
Anche per
gli accostamenti linee generali non tassative. Di certo solo che il
vino bianco ben si accompagna al pesce, mentre i vini rossi di grande
invecchiamento esaltano il sapore di portate di carne impegnative, cacciagione,
cinghiale, tartufi, ecc. Risulta un interessante accostamento quello
tra vini dolci da dessert e formaggi molti piccanti.
Anche se
per dovere di "cronaca" abbiamo riportato gli accostamenti tra vino
e cacciagione, dal momento che cacciare non è un reato, il lunario e
tutta la sua redazione sono attivamente schierati contro la caccia.
Volutamente
è stato ignorato l'accostamento tra vino e "polenta e osei" dal momento
che, invece, questo piatto è proibito dalla legge.
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Vari |
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| Classificazione |
Sono essenzialmente
riportate le due sigle:
D.O.C
(Denominazione di Origine Controllata)
D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).
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D.O.C.
D.O.C.G. |