LA VITE

 

I FLAGELLI DEL VIGNETO

Parassiti animali

(ATTENZIONE: i link inseriti hanno carattere indicativo, sono stati inseriti solo per facilitare la ricerca all'utente, per informazioni più dettagiate e puntuali consigliemo siti monografici a contenuto scientifico)

 

Fillossera: nel 1865 si osservarono i primi gravissimi danni provocati da un piccolo insetto.

Importata dall'America del Nord, dove è più dannosa per le foglie che per la vite, nel nostro continente si rivelò poco dannosa per le foglie, ma letale per le piantagioni: scavando gallerie nelle radici la sua presenza viene notata solo quando per la pianta non esiste nessuna via di salvezza.

Il rimedio contro i suoi attacchi fu una trovata geniale: innestare parti di vite europea su fusti, e radici, di vite americana, quasi immune.

La vite europea non innestata è ormai coltivata in pochissime zone, su terreni sabbiosi, un ambiente inospitale per il temibile insetto. La vite non innestata viene definita franca di piede , ha una maggior longevità, produce cioè vino di buona qualità per più tempo, e si adatta meglio al terreno.

Tignole della Vite: sono lepidotteri ("farfalline") che vivono a spese degli acini: sono tra gli insetti più nocivi per questo genere di coltivazioni. I bruchi delle tignole, rompendo la protezione degli acini, favorisce l'insorgere della muffa grigia. Oggi vi sono diversi metodi per combatterle: insetticidi a base di piretro, esche chimiche o lotta integrata.

Cicaline: fanno la loro comparsa saltuariamente, provocano la caduta del contenuto zuccherino negli acini, con la conseguente produzione di vino di pessima qualità.

Batteriosi: è la cosiddetta tubercolosi della vite o rogna. E' causata da batteri. Il suo insorgere può essere provocato dal gelo invernale, è la ragione per cui è meglio non effettuare la potatura invernale in Gennaio, e neppure in Febbraio, in caso di clima molto rigido.


Parassiti fungini

Oidio : è una muffa causata da un fungo microscopico che apparve in Europa verso il 1850, dopo l'importazione di viti dall'America del Nord.
Per diversi anni provocò distruzione tra i vigneti europei, fino a che non si scoprì che lo zolfo sconfiggeva la malattia. Oggi esistono anche prodotti di sintesi per combattere l'oidio.

Peronospora: anch'essa importata dall'America del Nord, fece la sua apparizione verso il 1879. E' una muffa, che si sviluppa su tutte le parti verdi della pianta, soprattutto sulle foglie. Dopo anni di distruzione anche per la peronospora si trovò una cura efficace in un miscuglio fatto di solfato di rame e calce, tale miscuglio viene chiamato poltiglia bordolese. Oggi esistono anche altri prodotti contro questo flagello.

Muffa grigia (anche botrite): si manifesta sugli acini in presenza di una forte umidità ambientale, solitamente nella stagione già avanzata in una annata particolarmente piovosa.
La muffa cambia la composizione dell'acino: se viene estratto vino da uva colpita dalla malattia, questo si guasterà irrimediabilmente.
Anche per combattere questo parassita fungino esistono rimedi ormai collaudati.

Escoriosi: si combatte con gli stessi metodi applicati per la peronospora.

Mal dell'esca: si previene effettuando i tagli di potatura in senso obliquo in modo da evitare il ristagno dell'acqua piovana facilitandone lo scorrimento

 

 
 
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