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Tra
Ottobre e Novembre si raccolgono le uve a maturazione
tardiva e quelle che si lasciano appassire sulla pianta per produrre
certi tipi di vini passiti
E'
arrivato il tempo di preparare il letto per il sonno invernale:
il terreno va accuratamente e profondamente arato e concimato.
Comincia
il riposo invernale: le piante verranno rigenerate dall'energia
della terra, la linfa vitale si rinnoverà per fornire la vitalità
necessaria ad affrontare la nuova stagione che riprenderà in primavera.
E'
tempo di eseguire la svinatura, di travasare cioè
il vino nuovo dal recipiente di fermentazione alle botti di conservazione
per separarlo dalla feccia ossia dal residuo della macerazione.
L'aria presente nelle botti farà sì che la fermentazione continui
ancora per un po', per questo la botte non deve essere completamente
colma fino a che la fermentazione non è definitivamente finita.
Dicono
i proverbi di novembre:
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Chi vuol far buon vino zappi e poti a san Martino
- Più presto se ami il legno - più tardi se ami il frutto
(è preferibile potare ora se si vuole rafforzare la pianta, potare
più tardi se si vuole rafforzare il frutto)
- A san Martino ogni mosto è vino
- A san Martino si lascia l'acqua e si beve il vino
- Per san Martino si spilla il botticino
- Per san Martino cadon le foglie e si spilla il vino
In
cantina si procede alle colmature delle botti:
dopo la trasformazione del mosto in vino la botte deve sempre
essere piena, per evitare il contatto del vino stesso con l'aria,
per questo si provvede periodicamente ad aggiungere vino dello
stesso tipo adeguatamente solfitato (l' anidride solforosa capta
l'ossigeno che passa in soluzione nel vino, proteggendolo dal
rischio di ossidazione). All'inizio si effettueranno due o tre
colmature alla settimana, per diminuirle man mano che si approssima
la primavera.
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