Nascita di una
tradizione
La tradizione di festeggiare la Pasqua risale a tempi remotissimi.

Tra i popoli semiti il primo novilunio dopo l'equinozio
di primavera coincideva con l'inizio del mese di Nisan,
il mese in cui i pastori, dopo aver celebrato la loro "pasqua"
scendevano alle valli.

Il nome deriva dall'ebraico Pesàh che significa "passare
oltre" e "saltare", indicava appunto la cerimonia dei pastori ebrei
che al primo plenilunio di primavera, prima di partire per i pascoli
estivi, immolavano i primi nati del gregge il cui sangue veniva sparso
sulle capanne e sugli animali per proteggere le famiglie e le greggi
dalle calamità.
Durante la cerimonia si svolgeva una danza rituale che consisteva in
una serie di salti, da qui il nome di "pasàh" (saltare).
Successivamente
la cerimonia acquisì il valore di rievocazione e fu legata all'episodio
dell'Angelo Sterminatore che passò oltre le porte delle
case ebree contrassegnate con il sangue dell'agnello sacro, uccidendo
solo i primogeniti degli egiziani:
Il giorno prima della fuga dall'Egitto Mosé ordinò
ad ogni famiglia del suo popolo di immolare, quella sera stessa, un
capo di bestiame giovane (ovino) di un anno, che non avesse nessun difetto,
dopo il sacrificio le porte delle loro case dovevano essere segnate
con il sangue delle vittime sacrificali e le carni dovevano essere consumate
in piedi per essere pronti alla fuga.
Durante la notte l'Angelo di Javè venne tra gli egiziani per
sterminare i primogeniti di quel popolo, ma risparmiò i figli
di coloro che avevano segnato le porte con il sangue degli agnelli sacrificati.
Quella notte stessa gli stessi egiziani, colpiti dalla tragedia, costrinsero
gli ebrei a lasciare l'Egitto, obbligandoli a lasciare il villaggio
immediatamente.
Gli ebrei partirono portando con sé la pasta del pane non ancora
lievitata perché era mancato il tempo.
Mosé rinnovò e rese sacro il rito del Pesàh , o
Pascua , con il significato di passaggio (a ricordo del
passaggio dell'Angelo Sterminatore) ricorrente il quattordicesimo giorno
del mese di Nisan: l'immolazione dell'agnello e la consumazione di pane
azzimo ricordano la fuga frettolosa da un paese ostile verso la Terra
Promessa. La celebrazione risale a circa 1500 anni prima della nascita
di Cristo.

Con il rito della Cena Cristo e gli apostoli commemorarono
la sacra ricorrenza, infatti storicamente la crocifissione di Cristo
coincide con il periodo della Pasqua Ebraica.